LA TORRE GALFA METTE IN CONTRADDIZIONE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SU TANTI VERSANTI.
di roberto Biscardini, 17.05.2012
Dare uno spazio idoneo alle esigenze dei giovani creativi è un problema serio nell’ambito di una strategia di offrire nuove opportunità e quindi nuovi spazi di studio e di lavoro ai giovani alle prese con la nascita di nuove intraprese. Ma qui il primo punto, dentro una strategia, non inseguendo gli eventi, non garantendo senza alcuna verifica sui meriti, privilegi a chicchessia. Giovani o meno giovani occupanti o manifestanti.
L’altra questione scatenata inconsapevolmente dai giovani di Macao e che non è giusta quella amministrazione che insegue la protesta e non sa intervenire con equità di fronte ai problemi e ai bisogni della città.
Guai se chi occupa e commette atti illegali, non solo viene assolto anziché condannato, ma viene aiutato rispetto ad un altro che con pazienza aspetta. Da domanda spetta risposta. Riemerge da qui il vizio della sinistra peggiore, che può a fatica essere sopportata quando questa sinistra è fuori dalle responsabilità di governo è inaccettabile se attraversa chi governa.
Appena abbiamo visto correre in soccorso dei giovani di Macao il presidente del consiglio Basilio Rizzo, spendersi per loro con parole di comprensione dell’assessore Boeri, ed abbiamo letto le dichiarazioni dei consiglieri che qualificano il loro essere di sinistra nella illegalità, abbiamo capito che si sarebbe aperto un varco enorme proprio sul terreno della legalità. Abbiamo aspettato poche ore e ci siamo domandati e tutti gli altri sfigati che aspettano risposte che non vengono, hanno meno diritti? Non può essere. Per questa ragione senza tentennamenti abbiamo ben compreso l’amarezza di Davide Piccardo, coordinatore delle moschee milanesi, e la delusione con la quale denuncia i ritardi del Comune di Milano, sta affrontando o meglio non sta affrontando il bisogno di nuovi luoghi di culto della comunità islamica. Perché una sede per Macao subito e perché tanto ritardo del Comune nell’affrontare concretamente il problema delle moschee a Milano? E’ un problema di priorità e di regole che nuova maggioranza di Palazzo Marino non sta affrontando con la dovuta serietà e impegno. Ma è anche un problema culturale, perché i cittadini islamici sembrano ancora meno milanesi degli altri. Se la comunità islamica occupasse degli spazi per farne dei luoghi di culto, questo fatto verrebbe utilizzato come un alibi per metterla alla gogna e quindi per ritardare ancora di più le risposte che essa merita. Ma se lo fanno degli studenti, anche ciò che è assolutamente legittimo, diventa legittimo e quindi dovuto. C’è un problema di classe di ceto. Diciamocelo chiaro. C’è ancora in giro una certa sinistra che liscia il pelo alla protesta borghese, ma fa fatica a vedere centomila cittadini che chiedono di pregare. Forse perché portano le ciabatte e qualche volte hanno anche i piedi impolverati.
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